SHARE

Polemiche a non finire sul concorso Rai per 100 giornalisti professionisti che si terrà il primo luglio prossimo a Bastia Umbra. “Come giornaliste e giornalisti dell’azienda del servizio pubblico, la Rai, e consiglieri nazionali dell’Odg, riteniamo inaccettabile la posizione che l’esecutivo dell’Ordine Nazionale ha assunto rispetto alla selezione pubblica bandita oltre un anno fa dalla Rai”.

Lo hanno scritto in una nota i cronisti Rai e consiglieri dell’Ordine dei giornalisti Roberta Serdoz, Loris Gai, Chiara Longo Bifano e Nadia Monetti in dissenso con quanto dichiarato dal presidente dell’Odg, Enzo Iacopino, sul concorso Rai già al centro di diverse interrogazioni parlamentari.

Enzo Iacopino – hanno aggiunto i consiglieri dell’Odg – è riuscito a perdere la prima grande occasione: ha scelto di attaccare e criticare l’unica azienda, la Rai, che invece di tagliare, mette a disposizione ben 100 nuove assunzioni con criteri trasparenti. Negli ultimi anni sono andati in fumo 4000 posti di lavoro, mille solo nel 2014, alcune testate hanno chiuso, altre non riescono a pagare da mesi i lavoratori perché fortemente in crisi”.

“Dal nostro ordine professionale – hanno sottolineato nella nota i consiglieri dell’Ordine dei giornalisti – ci saremmo aspettati la piena e totale condivisione di un’operazione così difficile in tempi di crisi. Dopo il documento votato dall’esecutivo e pubblicato sul sito dell’Odg, e dopo la ridondante risposta alle parole dell’azienda di servizio pubblico, la Rai, siamo indignati per la pretestuosi con cui è stato portato avanti questo attacco gratuito. In quasi tre anni di Consiglio, all’opposizione, abbiamo lavorato per cercare di raggiungere degli obiettivi, primo fra tutti la tanto agognata riforma dell’Odg“.

“Perché il presidente – hanno proseguito i cronisti della Rai – invece di dibattere sulla Rai non si impegna, con maggiore veemenza, nelle battaglie ordinistiche? Perché, ancora una volta, Enzo Iacopino cerca di spostare l’attenzione da temi come quelli già approvati dal Consiglio che vanno dall’accesso unico alla professione alla riduzione del numero dei consiglieri, con evidente taglio dei costi; da un Giurì per la correttezza dell’informazione all’incompatibilità a rivestire la carica di presidente, vice, segretario e tesoriere per più di due mandati; perché queste linee guida votate dai consiglieri nazionali sono rimaste nel suo cassetto?”. “Pertanto ci chiediamo – hanno concluso – se non sia giunto il momento per l’Esecutivo dell’Ordine nazionale e il suo presidente di rimettere il proprio mandato, non essendo riusciti in quasi tre anni di consiliatura a chiudere una partita così cruciale per la categoria”.

SHARE