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Ex parlamentare regionale ed ex sindaco di Naro, attuale presidente del Consorzio Agrigentino legalità e sviluppo che si occupa della riqualificazione dei beni confiscati alla mafia, ex commissario straordinario del Comune di Licata e per un po’ anche presidente dell’Istituto Superiore di Giornalismo, collabora con il Governo Crocetta, dall’Ambiente e Territorio all’Istruzione e alla Formazione. Mariagrazia Brandara è tutto questo e molto altro. Conosciamola meglio.

Ha iniziato ad impegnarsi in politica ad appena 22 anni e ha avuto una carriera sfolgorante e ancora in ascesa. Pensa che per una donna l’ambiente politico, di per sé spietato, sia ancora più difficile?

Non credo a due mondi contrapposti: quello maschile da un lato e quello femminile dall’altro. Credo che ciascuno, indipendentemente dal genere, chiamato ad amministrare la cosa pubblica, possa e debba farlo muovendosi su alcune basi fondamentali: lo spirito di servizio, la competenza, l’imparzialità e, mi si consenta, un pizzico di creatività. Il dialogo con l’universo maschile, qualora si sia portatrici di proposte concrete e innovative, non può che essere produttivo, nella misura in cui gli uomini non si pongano in condizione critica , solo per paura di un confronto. Nel corso della mia esperienza di vita, ho sempre riscontrato tutto questo e ciò mi ha permesso di operare a mani libere e senza ostacoli.

Tra i suoi diversi ruoli, qual è stato quello in cui ha sentito di aver fatto di più per il suo territorio?

Non ci sono differenze, in ordine al modo di operare rispetto ad un ruolo ricoperto o l’altro. Ciascuna carica ricoperta mi ha posto innanzi un mondo nuovo. Una realtà con la quale mi sono relazionata. Ciascuna di essa ha rappresentato parte del mio patrimonio personale, in termini umani, di conoscenza delle problematiche e di soluzioni politiche e amministrative da approntare. Ringrazio Iddio per avermi guidata in ogni azione e instradata verso idee e soluzioni rivelatesi di crescita per il territorio e per quanti le hanno portate avanti e sostenute insieme a me.

I sostantivi legati a cariche politiche e amministrative sono di solito declinati solo al maschile, lei come si pone in merito alla questione? La considera una forma di discriminazione o una questione puramente formale?

Assolutamente formale. Non è certo la possibilità di declinare al femminile un ruolo che cambia la sostanza delle cose, ma la capacità progettuale e di concretizzazione delle idee.

Passiamo alle domande più frivole: il suo rapporto con la moda e l’abbigliamento. Come definirebbe il suo stile? Va volentieri a fare shopping?

Lo shopping è donna, e rappresenta anche per me un momento ricreativo e creativo. Amo i colori vivi che rappresentano l’energia e la solarità. Preferisco uno stile informale e comodo, ma comunque che si possa impreziosire con un particolare personale determinato da un accessorio. Il dettaglio di una personale espressione del modo di vestire.

Infine, domanda di rito. Tre oggetti che non possono mancare nella Sua borsa.

In borsa non possono mancare: profumo, carta di credito, carica batterie, una penna, chiavi ed un pacchetto di fazzolettini di carta.

Grazie a Mariagrazia Brandara per averci aperto una porticina sul suo mondo di politica e di donna. Alle prossime Chiacchiere al Femminile!