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Lettera aperta dei segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil – Massimo Raso, Maurizio Saia e Aldo Broccio – sulla situazione del polo universitario di Agrigento.

“Un paio di giorni fa la Prof.ssa Immordino diramava alla stampa una nota con la quale tendeva a tranquillizzare tutti e affermava aver “iniziato a discutere unitamente ai Soci Fondatori delle varie tematiche che riguardano il Cupa”, adesso apprendiamo dalla stampa che in una nota, il Socio “Libero Consorzio” ovvero l’ex Provincia regionale di Agrigento, mette nero su bianco e inequivocabilmente il suo recesso da socio!
Quindi, siamo esattamente alla situazione che si era determinata con la determinazione del Commissario (la 199/2014) e questo malgrado l’intervento della Regione che ha concesso 800 mila euro (art. 72 della L.R. n. 9 del 7.5.2015).
Noi siamo tra quelli che vogliono e difendono l’esistenza dell’Università ad Agrigento che riteniamo uno di quei soggetti che può contribuire al rilancio di questa terra, ma abbiamo bisogno di un soggetto vero, autorevole, in grado di aderire ai bisogni del territorio, diretto e governato dalle forze economiche e sociali di questa terra: non ci serve una “sede staccata” dell’UNIPA, diretta da chi fa solo gli interessi di UNIPA!
Alla luce di questa ribadita posizione della Provincia che si somma alla precedente fuoriuscita della Camera di Commercio, ritorna estremamente urgente definire chi sono (rimasti) i soci del CUPA! A che titolo siedono ancora nel CdA anche i rappresentanti di enti che hanno effettuato il recesso? Riteniamo urgente che intervenga il Governo della Regione e che si avvii una “operazione verità” e di rilancio vero della Università ad Agrigento, adesso ci sentiamo davvero presi in giro. Gli Studenti e le loro Famiglie, i Lavoratori del CUPA e questo territorio meritano rispetto!”

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