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Due venditori ambulanti sorpresi a vendere pesce, risultato essere non tracciabile, e una rete da pesca collocata abusivamente nello specchio di mare antistante il porto.

La Guardia costiera ha contestato ad un venditore ambulante trentaquattrenne di Agrigento e ad un commerciante empedoclino di 43 anni la commercializzazione di prodotti ittici senza esporre le indicazioni, obbligatorie per legge, relative a denominazione commerciale e scientifica, metodo di produzione e zona di cattura del pescato. Ai due uomini, pizzicati in via Roma e nei pressi della torre Carlo V, sono state elevate delle sanzioni amministrative di 1.166 euro a testa. Il pesce, alcuni chilogrammi di triglie e pesce vario da zuppa, sequestrato ad uno dei due commercianti, al termine degli accertamenti dell’Asp1 di Agrigento, è stato donato alla mensa di carità della onlus  “Tenda del padre Abramo” di Favara.

Una motovedetta ha rinvenuto in mare, a poche centinaia di metri di distanza dal porto, una rete da pesca di tipo tremaglio, munita di galleggianti, piombi e relativi gavitelli, della lunghezza di circa 500 metri. La rete era abusivamente collocata. Se i proprietari verranno identificati rischiano una sanzione da 2 mila a 12 mila euro.

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