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Foto delle storiche demolizioni ad Agrigento tratta dal Giornale di Sicilia

In una lettera indirizzata al sindaco di Agrigento Lillo Filetto – e per conoscenza al Procuratore Aggiunto della Procura di Agrigento Ignazio Fonzo, alla Soprintendenza Archeologica e all’Ente Parco – l’Archeoclub d’Italia “ricorda che nei trascorsi decenni, è stato consentito, sotto gli occhi di tutti, il perpetrarsi di un abusivismo estremo e la regolare elusione delle sentenze e delle ordinanze di demolizione, ha legittimato e rafforzato il fenomeno, fatto abilmente passare dalla politica come ’emergenza sociale’. Un alibi perfetto per i tanti amministratori che così si sono sottratti ad ogni sorta di responsabilità penale e amministrativa.
Il deciso intervento della Procura di Agrigento – accolto da Archeoclub d’Italia con grande soddisfazione – non lascia più spazio agli alibi. La diffida rivolta al sindaco di Agrigento e agli Uffici Tecnici, all’Ente Parco e alla Soprintendenza, impone finalmente il rispetto delle regole e mira a restituire credibilità allo Stato: o si eseguono le demolizioni dei manufatti abusivi o si darà avvio a procedimenti penali per abuso e omissione di atti di ufficio.
A venti giorni dalla ricezione della diffida della Magistratura, Archeoclub d’Italia chiede al Sindaco di fare presto e di dare un segnale di svolta. “Ora sindaco – sostiene nella nota Mazzitti consigliere nazionale dell’Associazione – i nodi sono venuti al pettine. Affermi in piena libertà dinanzi ai cittadini di Agrigento, i siciliani e il mondo intero che abusivi non sono i templi, come finora gli speculatori sono riusciti di fatto ad imporre con le centinaia di abitazioni abusive legittimate nel tempo dall’inerzia delle istituzioni. Prenda il toro per le corna, faccia un atto di coraggio e colga questa occasione per scrivere una nuova pagina di storia del suo territorio all’insegna del ripristino della legalità. Avrà dalla sua parte il mondo della cultura nazionale, dei giovani, delle associazioni e di tantissimi cittadini onesti.”
Archeoclub d’Italia ricorda di essere stata la prima associazione che nel 1989 ebbe il coraggio di denunciare, organizzando ad Agrigento la prima Conferenza Nazionale sulla Valle dei Templi, le collusioni e le elusioni che favorivano il dilagare dell’abusivismo edilizio nell’area monumentale tra le più celebri nel mondo.
Oggi Archeoclub d’Italia è pronta a promuovere una seconda Conferenza Nazionale sulla Valle dei Templi a sostegno della sua azione, complessa e delicata, meritevole del supporto necessario a far prevalere il principio di legalità su tutte le possibili reazioni volte al mantenimento dello stato di fatto.
Migliaia di volontari delle 30 sedi locali siciliane dell’Associazione che da 45 anni diffonde la conoscenza e i valori del grande patrimonio culturale nazionale, favoriranno sull’isola la mobilitazione dei cittadini e delle diverse componenti della società a sostegno della azione che il Sindaco di Agrigento dovrà comunque al più presto avviare per rispondere all’ultimo “appello” della magistratura.