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Giudizio abbreviato, quindi “allo stato degli atti” e senza alcun dibattimento, per i cinque agrigentini imputati nell’ambito dell’inchiesta “Bravi ragazzi” che ipotizza un traffico di droga – hashish, cocaina ed eroina – importata dall’Albania e smerciata in Sicilia. Ieri mattina è partita l’udienza preliminare davanti al gup di Torino Roberto Ruscello. Ventitrè gli imputati, molti dei quali arrestati nel blitz del 25 novembre scorso. Quattro i destinatari delle misure cautelari in carcere eseguite ad Agrigento: Alessandro Puntorno, 45 anni, e i fratelli Vincenzo, Mario e Giuseppe Cacciatore, rispettivamente di 50, 35 e 45 anni. Nella lista anche Andrea Puntorno, 37 anni, fratello di Alessandro, agrigentino trapiantato a Torino, che era finito in carcere, e la sua convivente Patrizia Fiorillo, 42 anni, che era stata, invece, posta agli arresti domiciliari.

I tre villasetani sono accusati insieme ai fratelli Andrea e Alessandro Puntorno di avere trasportato un carico di 36 chili di marijuana da Torino in Sicilia. Vincenzo Cacciatore, con precedenti condanne per mafia ed estorsione, avrebbe commissionato il trasporto eseguito materialmente da Giuseppe che guidava un autocarro a bordo del quale ci sarebbe stata la droga destinata allo spaccio nell’Agrigentino. Il 20 luglio si torna in aula e ci sarà la requisitoria del pubblico ministero Paolo Toso che illustrerà la richieste conclusive. Fra gli arrestati spicca proprio il nome di Vincenzo Cacciatore, coinvolto in diverse vicende di mafia. Le indagini, partite proprio da Agrigento, sono durate oltre due anni.

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