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“È una sentenza illogica su ogni aspetto. Non c’è un movente, l’unica fonte dell’accusa è del tutto inattendibile e gli altri elementi processuali escludono che possa essere stato Calogero Arnone a commettere l’omicidio”. Ultime arringhe prima della sentenza del processo di appello per l’omicidio del commerciante d’auto di Camastra Francesco Gambacorta. Dopo la requisitoria del procuratore generale Rosalba Scaduto che aveva chiesto la conferma della sentenza (16 anni di reclusione) e la discussione dell’avvocato Domenico Russello, ieri mattina ha illustrato le sue conclusioni l’altro difensore Giovanni Castronovo.

Il legale ha chiesto l’annullamento della condanna sostenendo, fra le altre cose, che “non si può dare credito alla coimputata Giusy Attardo che accusa Arnone dopo avere dato altre sette versioni”. L’omicidio, avvenuto il 26 gennaio del 2006, sarebbe stato commesso da Arnone e dalla Attardo, presunti amanti, per porre fine alla seconda relazione della donna con Gambacorta. Il 20 luglio, dopo le eventuali repliche delle parti, sarà emessa la sentenza.

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