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Condanna ridotta per Giuseppe Mulè, 48 anni, di Palma, accusato di tre episodi di estorsione con metodo mafioso. La Corte di appello presieduta da Maria Patrizia Spina ha modificato in parte il verdetto emesso il 24 luglio dell’anno scorso dal gup di Palermo Giuliano Castiglia che aveva inflitto al palmese sei anni, undici mesi e dieci giorni di reclusione. I giudici, accogliendo in parte le richieste del difensore Giuseppe Di Naro, hanno ridotto la pena a 5 anni e 10 mesi. Mulè è l’unico imputato dell’inchiesta che ha chiesto il giudizio abbreviato. Gli altri due palmesi coinvolti nella vicenda sono stati da tempo rinviati a giudizio. Si tratta di Giovanni Alotto, 32 anni, e Calogero Amato, 42 anni.

Le presunte vittime delle estorsioni sono il farmacista Claudio Miceli, un commerciante cinese e l’imprenditore Santo Barbagallo, amministratore della catena di hard discount “Fortè”. Mulè e Alotto, il 27 maggio del 2013, sono stati arrestati dai carabinieri. Uno degli episodi al centro dell’inchiesta ha riguardato il farmacista Claudio Miceli che gestisce l’attività a Palma. Secondo l’ipotesi degli inquirenti i due palmesi gli avrebbero chiesto il pizzo in qualità di “ambasciatori” di persone che contano nel campo della criminalità organizzata. Alotto e Mulè, inoltre, avrebbero anche preteso da un commerciante cinese di abbigliamento il pizzo di 400 euro al mese. I due palmesi, infine insieme ad Amato, avrebbero tentato di estorcere del denaro a Barbagallo minacciando un suo dipendente. Le vittime, però, hanno denunciato tutto ai carabinieri.

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