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Sarà una perizia psichiatrica ad accertare se il favarese Luca Licata, 40 anni, accusato di avere abusato sessualmente di una donna per strada e avere brutalmente picchiato due vigili, era capace di intendere e volere e può partecipare al processo in maniera consapevole. Il giudice dell’udienza preliminare Alfonso Malato ha dato incarico alla psichiatra Cristina Camilleri di esaminare l’imputato. Il 21 settembre, dopo avere terminato il proprio lavoro, riferirà in aula l’esito che sarà decisivo ai fini del processo perché nel caso in cui dovesse dire che Licata è incapace di intendere e volere il giudice potrebbe soltanto emettere una sentenza di assoluzione.

Licata è imputato di violenza sessuale e lesioni aggravate. L’episodio al centro del processo sarebbe accaduto il 13 luglio dell’anno scorso. Il favarese, che soffrirebbe di disturbi psichiatrici, avrebbe notato una ragazza per strada e l’avrebbe aggredita. La donna, in particolare, sarebbe stata costretta ad appoggiare la faccia al muro e le sarebbe stato intimato di non chiamare soccorsi con il telefono. Poi l’avrebbe spinta con il suo corpo trattenendola contro il muro e l’avrebbe toccata nelle parti intime costringendola a subire atti sessuali e in particolare le avrebbe palpeggiato i seni, le natiche fino a introdurle con violenza due dita nell’ano.

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