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Un disegno di legge per l’istituzione in Sicilia del reddito minimo di sostegno è stato presentato dal deputato regionale dell’Udc, Margherita La Rocca Ruvolo. Si tratta di uno strumento che consente il sostentamento dei soggetti privi di altri redditi, per contrastare gli effetti della marginalità e delle condizioni di disagio sociale, garantire la dignità delle persone e favorire la cittadinanza attraverso l’inclusione sociale.

“Il reddito minimo di sostegno – afferma la parlamentare centrista- cerca di alleviare,  in assenza di altre misure, dato che i miglioramenti occupazionali del Jobs act dichiarati a livello nazionale non hanno avuto alcun riscontro in Sicilia, il reddito dei cittadini, permettendo loro di superare la soglia di povertà in linea con le previsioni della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Lo scopo è quello di rafforzare le politiche finalizzate ad un minimo di sostegno economico e favorire l’inserimento sociale di quei soggetti maggiormente esposti al rischio di esclusione dalla società e dal mercato del lavoro”.

Il sostegno previsto dal Ddl consiste nell’erogazione di un beneficio individuale temporaneo pari a 6.000 euro netti l’anno, da corrispondere in dodici importi mensili di 500 euro ciascuno, ma potrà subire una maggiorazione in relazione al quoziente familiare del beneficiario.

Secondo l’iniziativa dell’onorevole La Rocca Ruvolo, potranno beneficiare del reddito minimo di sostegno coloro che, al momento della presentazione della relativa istanza, siano in possesso dei seguenti requisiti: aver compiuto 18 anni di età; essere cittadini italiani o di altro Stato membro dell’Unione europea o cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti nel territorio dello Stato; essere residenti sul territorio regionale da almeno 36 mesi; essere iscritti nelle liste di collocamento delle strutture pubbliche per l’impiego, ad eccezione dei lavoratori autonomi, dei lavoratori a tempo parziale, oppure dei lavoratori che hanno subito la sospensione della retribuzione nei casi di aspettativa non retribuita per gravi e documentate ragioni familiari inerenti lo stato di salute del coniuge o dei figli minori; avere sottoscritto l’adesione alle condizioni, concordate con la struttura pubblica per l’impiego territorialmente competente, di accettare un’offerta di lavoro o di partecipare a programmi di formazione specificatamente finalizzati al reinserimento nel mercato del lavoro; non aver maturato i requisiti per il trattamento pensionistico.

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