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Non solo l’Ordine dei farmacisti, anche l’Azienda sanitaria provinciale e i titolari di tre farmacie si sono costituiti parte civile al processo sulla presunta truffa nella vendita dei medicinali. All’udienza precedente l’avvocato Maria Calcara aveva annunciato la costituzione dell’Ordine, ieri gli avvocati Giacomo Butera e Angelo Farruggia hanno chiesto e ottenuto di costituirsi in giudizio per conto dell’Asp di Agrigento e dei titolari delle farmacie Di Ganci, Russo e Sammartino.

Il processo entra nel vivo a distanza di poco più di un anno dall’ordinanza di custodia cautelare del gip Alessandra Vella che il 10 aprile, su richiesta del pm Carlo Cinque, titolare dell’inchiesta, aveva disposto gli arresti domiciliari per il farmacista Mario Terrana, 62 anni, e il divieto di dimora per altri sei indagati. Il provvedimento aveva riguardato innanzitutto la moglie Ninì Mirella Pace, 61 anni; Cinzia Venturella, 32 anni di Ribera; e Carmelinda Strazzeri, 34 anni di Mazzarino; farmaciste collaboratrici della sua attività. La misura cautelare inoltre era stata imposta a Gino Montante, 68 anni di Agrigento e Andrea Savatteri, 63 anni di Porto Empedocle, medici di base, e a Michele Alletto, 46 anni di Agrigento, dipendente della farmacia di Terrana. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata a truffa, falso, ricettazione ed esercizio abusivo della professione. Gli imputati, sostiene l’accusa, staccavano le fustelle dai farmaci per ottenere il rimborso dal Servizio sanitario nazionale e poi li vendevano sottobanco ottenendo altri guadagni illeciti.

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