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Noi dobbiamo dare al nostro consorzio universitario, una vocazione. Se in tempi di crisi, si pensa che ad Agrigento arrivino dei finanziamenti senza una missione, senza una vocazione, noi sbagliamo perché non teniamo conto del fatto che vi sono tanti altri consorzi universitari in enorme difficoltà nel resto d’Italia e non sarebbe giustificabile”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano durante un incontro alla Prefettura di Agrigento in merito al rischio chiusura che corre il polo universitario di Agrigento. “Cosa è che oggi ci rende sofferenti per un verso e straordinariamente impegnati? La questione delle migrazioni – ha aggiunto Alfano – e quella deve diventare, dal punto di vista dello studio, del diritto internazionale, delle lingue arabe, della botanica, della sanità, delle relazioni geopolitiche fra aree diverse all’interno del Mediterraneo, una traiettoria diagonale che investendo tanti insegnamenti, tante materie, può giustificare un grande impegno per un polo universitario che abbia questa missione”.
”Alcuni mesi fa – ha proseguito – abbiamo fatto un incontro e abbiamo chiesto di portare un progetto specifico. Quella ipotesi di progetto organico è arrivata sulla mia scrivania, quindi ho riconvocato tutti per la prossima settimana e speriamo che possa venire fuori un programma ambizioso e realizzabile”. “In origine tutto partì da una vocazione, quella dei beni culturali. L’origine non fu un polo scientifico omnicomprensivo. Ma quella dei beni culturali perché fa riferimento alla storia di Agrigento. Oggi, con l’allargamento a varie discipline, si è entrati in sofferenza dal punto di vista economico. Occorre agganciare ad una vocazione che rimane nel nostro dna ossia quella dei beni culturali, una nuova vocazione che è quella che le occasioni della storia ci stanno dando, cioè quella delle migrazioni”.

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