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“La dirigenza ha fatto tutto quello che doveva fare, siamo sempre in attesa che l’Enel ci consegni il progetto esecutivo per l’impianto di illuminazione dello stadio Esseneto e il Comune metta in cantiere i lavori di adeguamento dell’impianto”. Il dirigente dell’Akragas Mirko Piraneo fa il punto della situazione sul tormentone degli ultimi mesi. Il ritorno nel calcio professionistico atteso da decenni rischia di essere macchiato dalla necessità di giocare a lungo lontano dal proprio stadio.

La multinazionale che opera nel campo dell’energia elettrica aveva indicato prima la data del 13 maggio e poi quella del 5 giugno per la consegna materiale del progetto che darebbe il via alla convocazione della conferenza dei servizi per la formale approvazione e l’apertura del cantiere. Invece alla fine di giugno non è ancora arrivato nulla.

La conseguenza è che la squadra ha dovuto chiedere, ottenendola, ospitalità a Trapani dove giocherà le partite casalinghe fino a quando lo stadio non sarà a norma. Ma i tempi, a questo punto, non possono che essere lunghissimi. “I lavori – aggiunge Piraneo complessivamente dureranno due mesi – ma al momento non possiamo ipotizzare quando potranno partire”. Sarà un danno non da poco anche per la società che perderà incassi di biglietti e abbonamenti. Sui vari gruppi di Facebook dove si discute di Akragas inizia a serpeggiare grande malumore nella tifoseria per l’assenza di una svolta e soprattutto per la mancata indicazione dei tempi di inizio dei lavori. Peraltro non c’è solo la grana dell’impianto di illuminazione, lo stadio Esseneto dovrà essere ristrutturato in tanti altri punti (sala stampa, tribuna stampa, sala antidoping e impianto di videosorveglianza) per avere il via libera dalla Lega a giocare in casa le partite di campionato e Coppa Italia.

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