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La requisitoria slitta almeno al prossimo autunno: i giudici della prima sezione penale presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni (a latere Michele Còntini e Agata Anna Genna) hanno accolto le richieste di pm e difesa che chiedevano di sentire altri testi al processo in cui l’imprenditore Calogero Romano, 59 anni, è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Romano, difeso dagli avvocati Salvatore Pennica e Nino Caleca, prima avrebbe fatto affari insieme al boss Maurizio Di Gati e al suo killer di fiducia Ignazio Gagliardo. Poi, dopo la loro uscita di scena, si sarebbe messo in contatto con il nuovo capo di Cosa Nostra Giuseppe Falsone per ottenere dei lavori nell’ambito della costruzione del centro commerciale di Castrofilippo.

L’imprenditore racalmutese Calogero Romano peraltro in passato è stato il datore di lavoro dello stesso Gagliardo. Proprio su questo punto si sono concentrate le richieste di testi suppletivi che hanno portato allo slittamento della requisitoria che dovrebbe adesso svolgersi dopo il 28 settembre, giorno in cui saranno ascoltati cinque clienti di Romano che secondo il pm Maria Teresa Maligno potrebbero riferire che le forniture di calcestruzzo venivano fatte proprio per la sua contiguità con Gagliardo. La difesa ha ottenuto di sentire, come diritto alla “controprova” altri testi, “per dimostrare che i clienti compravano per convenienza da Romano e non per Gagliardo”.

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