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Gli indizi di colpevolezza a suo carico sussistono ma le esigenze cautelari per varie ragioni non sono più attuali: con queste motivazioni il gip di Agrigento, Alfonso Malato, ha rigettato la richiesta di custodia cautelare in carcere per il medico Armando Antona, 55 anni, di Licata, accusato di avere sottoscritto le false certificazioni che avrebbero consentito all’ingegnere Giuseppe Gabriele, 54 anni, dipendente dell’Utc di Ravanusa, di assentarsi dal lavoro per 256 giorni in meno di un anno e mezzo. Venerdì mattina i finanzieri hanno eseguito un decreto di fermo dell’impiegato, anch’egli di Licata, accusato di avere truffato il Comune di cui è dipendente presentando dei certificati medici falsi dal gennaio del 2014 al maggio scorso. Gabriele, secondo il pm Andrea Maggioni, avrebbe simulato una patologia odontoiatrica, o comunque ne avrebbe accentuato l’effettiva entità, per potere andare in Romania a curare i suoi interessi imprenditoriali.

L’ingegnere lunedì mattina è stato interrogato e si è difeso spiegando di essere andato sul serio in Romania per curarsi i denti. Il gip non gli crede ma Gabriele è stato comunque scarcerato. Nei suoi confronti è stato applicato l’obbligo di dimora in provincia.

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