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Il Governo Renzi si prepara ad aprire in piena estate il cantiere per la riforma pensioni. La priorità dell’esecutivo è quella di eliminare, o comunque limare, la troppa rigidità della legge Fornero che ha drasticamente aumentato la soglia anagrafica per l’accesso al pensionamento oltre i 66 anni che diventeranno 67, stando così le cose, nel 2019. Quindi si punta ad inserire nuove misure che consentano ai lavoratori di concludere prima la carriera lavorativa per accedere alla pensione anticipata ma con assegni lievemente ridotti.

Riforma pensioni, priorità pensione anticipata: il punto della situazione

L’introduzione di nuovi criteri per l’accesso al prepensionamento è ritenuta una necessità che in linea di massima mette d’accordo tutti: esecutivo, Inps, sindacati, partiti. Ma nel dettaglio le proposte sono diverse e in ogni caso il punto è che tipo di flessibilità prevedere e soprattutto con quali risorse economiche. A maggior ragione per il fatto che gli interventi per “smantellare” la legge Fornero dovranno essere realizzati, come ampiamente annunciato e ribadito dal governo, in sede di legge di Stabilità 2016. Per dare il via “ufficialmente” al cantiere per la riforma delle pensioni, come ricorda oggi l’agenzia di stampa Ansa in un focus sulla questione previdenziale, si attende la proposta del presidente dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale che dovrebbe arrivare l’8 luglio; l’indomani Tito Boeri, che ha fatto già il punto con il premier Matteo Renzi, incontrerà anche i leader delle organizzazioni sindacali di categoria dei pensionati.

Flessibilità in uscita per i prepensionamenti, il ‘duello’ Boeri-Damiano

Va ricordato che Boeri ha già detto no, in quanto le considera molto costose, alle proposte presentate e sostenute dal presidente della commissione Lavoro della Camera ed esponente della minoranza del Pd Cesare Damiano sulla Quota 100 e sulla pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi, la prima costerebbe circa 11 miliardi di euro, la seconda quasi 9 miliardi. La proposta caldeggiata dal presidente dell’Inps sembra invece quella dell’estensione dell’opzione contributivo donna anche agli uomini ma non con l’accesso alle pensione anticipata a 57 anni bensì a 62 anni; questa la soluzione che Boeri ritiene “sostenibile”. Intanto la neonata area di minoranza del Pd Sinistra è cambiamento affila le armi in vista della discussione della riforma delle pensioni nella legge di Stabilità subito dopo le vacanze estive. “Condurremo la nostra battaglia – ha sottolineato oggi in una nota stampa Cesare Damiano – per introdurre nel sistema pensionistico un criterio di flessibilità. Sarà una importante prova – ha sottolineato il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio – per il riformismo di sinistra”.

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