SHARE

Nel fine settimana del 4 e 5 luglio sono state installate due reti anti-meduse nella baia della Guitgia a Lampedusa, con la collaborazione delle strutture balneari operanti, per creare delle zone controllate e libere da meduse anche nel periodo di massima proliferazione di queste specie; questo, insieme alla rete messa a disposizione per la spiaggia di Cala Croce, è il risultato dell’esperimento pilota condotto nell’ambito del progetto “Med-Jellyrisk” a cui aderisce l’Area Marina Protetta Isole Pelagie gestita dal Comune di Lampedusa e Linosa, insieme tra gli altri all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, all’ARPA-Sicilia, alle Aree Marine Protette Isole Egadi, Ustica, Capo Gallo e Plemmirio, al Comune di Lipari-Vulcano, al Presidio Ospedaliero di Lipari, alla Croce Rossa Italiana.

Il progetto “Med-Jellyrisk” è nato dall’esigenza di valutare, prevenire, mitigare e prevedere gli impatti ecologici e socio-economici delle proliferazioni di meduse nel Mar Mediterraneo prevedendo tra le azioni anche l’installazione di reti di protezione rimovibili ed a basso impatto ambientale per la fruizione del mare in aree soggette alla diffusione di specie urticanti; altre attività, di informazione, monitoraggio e mitigazione degli impatti saranno realizzate lungo le aree costiere dei Paesi che partecipano al progetto “Med-Jellyrisk”, oltre all’Italia, Spagna, Malta e Tunisia.

Nei prossimi giorni nei pressi delle spiagge interessate dall’operazione verranno collocati pannelli informativi riportanti informazioni su cause e impatti delle meduse e metodi di prevenzione e mitigazione dei rischi.