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Squillo sfruttate e costrette ad abortire: i due presunti capi della banda sgominata con l’inchiesta “Lenone 2” sono stati condannati.

I giudici della prima sezione penale presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni (a latere Michele Còntini e Agata Anna Genna) hanno inflitto 12 anni di reclusione al presunto numero uno dell’organizzazione, Giuseppe Grillo, 57 anni, di Licata; 9 anni e sei mesi, invece, per Adriana Maria Radulescu, 29 anni, detta Cristina, originaria di Curtea de Arges (Romania), ma da tempo residente a Licata. Il pm della Dda Amelia Luise aveva chiesto 18 anni di reclusione e 180mila euro di multa per entrambi.

L’operazione, ideale continuazione della prima risalente al 2009, è scattata il 16 maggio del 2012. Gli arrestati in tutto furono quattordici. In questo stralcio sono imputati solo i due personaggi principali, gli altri hanno scelto riti alternativi e sono stati giudicati a parte. La sentenza è stata emessa ieri pomeriggio poco dopo le 17. Qualche ora prima l’avvocato Santo Lucia (nel collegio difensivo anche il collega Antonino Gaziano) aveva illustrato la sua arringa. L’11 maggio, invece, il pm aveva ricostruito dettagli e retroscena dell’indagine. L’ingaggio delle prostitute, reclutate sempre dalla Romania, secondo il pm sarebbe stato gestito come un casting cinematografico. Gli inquirenti ipotizzavano che il sodalizio criminale sarebbe arrivato a gestire anche dodici ragazze contemporaneamente, alcune delle quali minorenni.

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