SHARE

La riforma della scuola è legge dello Stato. Con 277 voti favoreli la Camera dei deputati si è espressa a favore del disegno di legge: 173 no, 4, invece gli astenuti. Hanno approvato il provvedimento Pd, Ap e Scelta civica. Fa rumore invece il No del dissidente Stefano Fassina, oggi nel gruppo Misto. “È un testo – ha spiegato – profondamente contraddittorio con il programma col quale siamo stati eletti ed è un fatto grave sul piano della democrazia. Su quattro punti la legge contraddice l’obiettivo di migliorare la scuola pubblica: la chiamata diretta, l’assenza di un piano per le assunzioni dei docenti precari, i meccanismi di finanziamento e la genericità delle deleghe. Per tali motivi voterò No al ddl” 12.12.41.18 – al disegno di legge.

Un’opinione che fa eco alle molte proteste di questi mesi di studenti e insegnanti. Animata la discussione durante le dichiarazioni di voto dei deputati, con i parlamentari del Movimento 5 stelle che, in forma di protesta, hanno letto gli articoli della Costituzione. Sono dieci  i punti salienti della buona scuola targata Renzi, tra cui spiccano circa 107 mila assunzioni di precari, premi per i prof meritevoli, nuovi poteri del preside che può chiamare direttamente i docenti a insegnare nella propria scuola, school bonus e carta dello studente oltre all’alternanza scuola-lavoro: Gli istituti tecnici e professionali offriranno agli studenti almeno 400 ore nell’ultimo triennio, in attività da svolgere in azienda o presso strutture pubbliche; potranno essere svolte anche nei periodi di sospensione delle attività didattiche.