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Un video di dodici minuti in cui si vede l’ingegnere Giuseppe Gabriele, all’epoca dei fatti (nel 2011) dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Lampedusa dietro una scrivania. Nel suo ufficio arriva l’isolano Francesco Cucina, 44 anni, l’uomo che secondo il pm Salvatore Vella avrebbe avuto l’incarico di andare in giro a raccogliere le tangenti per conto della presunta “cricca”, l’associazione a delinquere che sarebbe stata promossa da Gabriele insieme all’architetto Gioacchino Giancone, consulente del Comune, e al sindaco di allora Bernardino De Rubeis.

Dopo meno di 50 secondi si vede Cucina tirare fuori dei soldi e porgerli a Gabriele che si alza in piedi, sorride e li mette in tasca. Le immagini scorrono, Cucina va via e Gabriele riprende i soldi e inizia a contarli. Dopo tre udienze il video che testimonierebbe il pagamento di una tangente all’interno dell’ufficio tecnico viene mostrato in aula.

Il processo è quello, in corso davanti al collegio di giudici presieduto da Giuseppe Miceli (a latere Ermelinda Marfia e Rosanna Croce), che vede imputate venticinque persone – fra cui gli stessi De Rubeis, Gabriele, Giancone e Cucina – con l’accusa di avere messo in piedi un giro di tangenti in cambio del rilascio di licenze edilizie ma non solo. La Procura ipotizza pure una gestione “personalistica e strumentale” degli incarichi pubblici che sarebbero serviti solo a realizzare consistenti speculazioni.

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