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“Sulle pensioni è necessario fare una riforma vera”, non per proseguire sulla stessa scia della legge Fornero ma per cancellare “le porcherie” che sono state fatte dal Governo Monti che nel 2011 varo con il sostegno parlamentare della maggioranza di larghe intese la riforma previdenziale che aumentò in maniera drastica i requisiti anagrafici per l’accesso al pensionamento. Lo ha affermato oggi (9 luglio) il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini, commentando con i cronisti a margine di una iniziativa a Bologna le nuove proposte di modifica al sistema previdenziale illustrate ieri e dettagliate oggi dal presidente dell’Inps Tito Boeri che a sua volta ha replicato oggi alla leader della Cgil Susanna Camusso escludendo tagli del 30 o 35% alle pensioni medio-alte.

Maurizio Landini, in alternativa al piano di Tito Boeri, ripropone la sua ricetta per la revisione della legge Fornero per andare prima in pensione. “Bisogna abbassare l’età pensionabile – ha ribadito il leader della nuova Coalizione sociale – perché siamo il paese con l’età pensionabile più alta in Europa, 70 anni. Se oggi la disoccupazione giovanile è aumentata – ha aggiunto il sindacalista in un’intervista video pubblicata sul sito web dell’agenzia di stampa Askanews – è perché hanno aumentato l’età pensionabile. Bisogna pensare di ripristinare le pensioni d’anzianità, non ci può essere ancora – ha sottolineato il leader di metalmeccanici della Cgil – la logica della penalizzazione“.

“I lavori – ha aggiunto – non sono tutti uguali, un lavoratore dopo che ha lavorato per 42 anni nella cantieristica – secondo Landini – ha diritto ad andare in pensione, non a vedersi ridotta la sua pensione. Bisogna pensare a una riforma pensioni vera – ha evidenziato il dirigente sindacale – che sia in grado di superare un sistema puramente contributivo. Io penso che sia necessario – ha concluso Maurizio Landini – mettere in campo anche nei prossimi mesi iniziative serie di mobilitazione del sindacato”.