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Cinque anni di reclusione per Davide Cipolla, 26 anni; 3 anni e 10 mesi per il ventottenne Biagio Licata. Le condanne inflitte dal giudice Luisa Turco per il presunto assalto razzista e blasfemo alla tensostruttura del Viale della Vittoria sono ampiamente superiori alle richieste del pm Calogero Montante che aveva proposto un anno e otto mesi di reclusione per Cipolla e un anno e due mesi per Licata, candidato al consiglio comunale alle ultime elezioni. I due imputati (difesi dagli avvocati Salvatore Pennica e Salvatore Tirinnocchi) erano accusati di lesioni aggravate, danneggiamento, ingiuria e percosse. Il custode eritreo della struttura mobile gestita dalle suore che accoglie persone disagiate si era costituito parte civile con l’assistenza dell’avvocato Leonardo Marino e otterrà il risarcimento dei danni.

L’aggressione più grave sarebbe avvenuta il 25 gennaio del 2009 a distanza di tre mesi dalla prima. Secondo l’accusa Cipolla e Licata avrebbero fatto irruzione all’interno della tenda aggredendo il custode quarantenne con calci e pugni e usando come arma una grossa croce di legno. Lo straniero, a cui sarebbero stati rivolti insulti razziali, riportò un trauma cranico e la frattura del braccio.

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