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Parti civili subito all’attacco alla prima udienza del processo per la morte della ventiquattrenne Chiara La Mendola, caduta dal suo scooter Scarabeo il 30 dicembre del 2013 dopo avere perso il controllo a causa di una buca. Sul banco degli imputati, davanti al giudice Giuseppe Miceli, il dirigente dell’Utc Giuseppe Principato, 60 anni, e l’ingegnere Gaspare Triassi, 51 anni, responsabile del servizio viabilità del Comune.

Il pm Brunella Sardoni, titolare dell’inchiesta conclusasi con il rinvio a giudizio dei due funzionari, li accusa di non avere provveduto né alla riparazione della buca né alla segnalazione del pericolo “nonostante i ripetuti appelli della cittadinanza”. Di recente, peraltro, forse sulla scia emotiva di questa vicenda giudiziaria, il viale dei Pini di San Leone è stato interdetto a tutti i mezzi a due ruote spaccando in due la frazione balneare in piena estate.

I genitori di Chiara si sono costituiti parte civile con il patrocinio degli avvocati Giuseppe Arnone, Daniela Principato e Salvatore Pennica. Arnone, in particolare, nella lista testi ha indicato l’ex sindaco Marco Zambuto sostenendo che alcune strade “e in particolare quella dove abita il suocero” sarebbero state asfaltate anche se in buone condizioni a discapito del viale Cavaleri Magazzeni, dove si verificò l’incidente mortale. Il giudice ha ammesso quasi tutti i testi di pm, parti civili e dei difensori Sergio Alletto e Giuseppe Scozzari. Il 19 novembre saranno ascoltati i primi testi del pm.

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