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Tutte le intercettazioni dell’inchiesta sulla presunta truffa nella vendita dei farmaci sono utilizzabili e andranno trascritte: lo ha disposto il gup Francesco Provenzano rigettando un’eccezione della difesa, in particolare dell’avvocato Silvio Miceli, che aveva chiesto che non venissero utilizzate per alcuni vizi formali nella fase delle indagini e in particolare perché l’investigatore privato ingaggiato da alcuni farmacisti per dimostrare le irregolarità di un loro collega non avrebbe avuto l’autorizzazione prefettizia per operare e raccogliere prove.

Il giudice, invece, ieri ha ammesso l’utilizzabilità delle intercettazioni e ha conferito l’incarico al perito Gregorio Bonsignore che dovrà trascriverle. Il 24 settembre si torna in aula per le scelte dei riti da parte dei difensori dei dieci imputati. Il 10 aprile dell’anno scorso il farmacista Mario Terrana, 62 anni, personaggio chiave dell’inchiesta, era finito ai domiciliari. Per altri sei indagati era scattato l’obbligo di dimora.

I dieci imputati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata a truffa, falso, ricettazione ed esercizio abusivo della professione. Gli imputati, sostiene l’accusa, staccavano le fustelle dai farmaci per ottenere il rimborso dal Servizio sanitario nazionale e poi li vendevano sottobanco. La presunta associazione a delinquere avrebbe avuto al vertice Terrana che – secondo l’accusa – si avvaleva della collaborazione di medici compiacenti che gli fornivano le ricette.

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