SHARE
Nessi, la prima tartaruga ricoverata a Linosa nell'estate 2015

Dopo l’apparecchio per le radiografie arriva anche un moderno endoscopio al centro di recupero per le tartarughe marine e fauna selvatica di Cattolica Eraclea che affianca nelle attività il centro di Linosa. Il nuovo strumento sanitario consentirà ai veterinari del centro di poter eseguire su tartarughe e altri animali l’endoscopia, un metodo di esplorazione medica che permette di visualizzare l’interno del corpo. Per questo esame viene utilizzato un endoscopio, un tubo ottico munito di microcamere che trasmettono le immagini in uno schermo digitale multifunzione. “L’endoscopia – ha spiegato ieri il veterinario del centro Cts di Cattolica Eraclea Calogero Lentini – può essere utilizzata sia per la diagnostica, sia per interventi terapeutici, ma anche come supporto durante gli interventi chirurgici”.

Il potenziamento del centro è stato possibile grazie all’espletamento della gara d’appalto nell’ambito del progetto comunitario “Tartalife” per la fornitura di nuovi arredi, il cui iter procedurale si è concluso nei giorni scorsi, e di attrezzature sanitarie per le cure da prestare alle tartarughe, che consentiranno agli operatori del centro, viene spiegato in una nota, “di intervenire con maggior efficacia sugli animali feriti”. Chissà che i nuovi strumenti non possano essere usati anche per gli uomini e non solo per gli animali, come del resto già avvenuto a Linosa con lo strumento per la radiografie. Nel set specifico delle azioni previste dal Tartalife – progetto al quale partecipa, in qualità di partner, il Libero Consorzio Comunale (ex Provincia di Agrigento), insieme a CNR-ISMAR (ente capofila), Ente Parco dell’Asinara, Fondazione Cetacea, CTS, AMP Isole Egadi, Legambiente, AMP Isole Pelagie (Ente Gestore Comune di Lampedusa e Linosa) e consorzio UNIMAR- è inclusa la C5, ovvero il rafforzamento dei centri di recupero e primo soccorso delle tartarughe marine, tramite il potenziamento delle strutture e l’aggiornamento del personale.

“Il centro di recupero della fauna selvatica di Cattolica Eraclea – si legge nella nota dell’ex Provincia – è già stato protagonista di molti recuperi di tartarughe ferite. In un quadro abbastanza problematico dei centri di recupero in Sicilia, molti dei quali già chiusi o fortemente ridimensionati a causa dei continui tagli dei contributi della Regione siciliana, l’azione del progetto Tartalife e del Libero Consorzio Comunale apre nuove prospettive per la salvaguardia delle tartarughe marine che accidentalmente vengono catturate con reti da posta o con i palangari”.

SHARE