SHARE

“Un partito riformista, di sinistra e di governo. Capace di dialogare con quella parte di sinistra radicale che intende confrontarsi con il governo e anche con i civismi diffusi in Italia perché alla fine abbiamo sempre vinto così quando abbiamo vinto noi”. Lo ha detto Pierluigi Bersani ad Agrigento parlando del Pd che immagina in alternativa al renzismo a margine del corso di formazione politica dedicato all’ex parlamentare ed ex sindaco di Raffadali, Giacomo Di Benedetto, di cui l’ex segretario del Pd ha ricordato l’impegno politico.

L’ex segretario del Partito democratico è trai i quaranta deputati della sinistra dem che ieri sono usciti dall’aula della Camera al momento del voto sulla riforma della scuola targata Renzi-Giannini. A dividere il mancato confronto, le modalità di assunzioni degli insegnanti, le novità sulle chiamate dirette dei docenti da parte dei presidi. “Mi parlano adesso di disciplina. Si mettano nei mie panni, noi – ha detto Bersani al convegno ‘La Sinistra e l’Italia che vogliamo’ promosso da Demos – ci siamo presentati alle elezioni con un altro programma, anche sulla scuola. Adesso quei voti lì, con quei deputati eletti, con quella maggioranza lì, si sta facendo altre cose francamente. Discutendo qualcosa è migliorato, non tutta è da buttare. Ma ci sono dei punti che non convincono. Ora chi ha avuto delle perplessità come me e altri, adesso può essere l’occasione per aprire un filo di ragionamento con gli insegnanti, il Pd non può permettersi di perdere il contato con il mondo della scuola”. Tra i parlamentari dem che sono usciti dall’aula al momento del voto sulla Buona Scuola anche gli agrigentini Maria Iacono e Angelo Capodicasa.