SHARE
Da sinistra gli avvocati Antonino Gaziano, Rosa Capria, Andrea Mascherin e Vincenzo Avanzato

“La cancellazione dall’albo per inattività? Dobbiamo fare in modo che non ci siano avvocati a tempo perso. Nessuno di noi si farebbe operare da un neurochirurgo che fa oggi fa il medico, domani fa un altro mestiere e dopodomani torna fare il medico”. Il presidente del consiglio nazionale forense Andrea Mascherin, ieri ad Agrigento in occasione dell’assemblea permanente degli ordini siciliani, ha affrontato tutti i temi della giustizia soffermandosi su quelli locali. Mascherin ha incontrato i giornalisti nella biblioteca dell’Ordine degli avvocati insieme al presidente provinciale Vincenzo Avanzato e al consigliere nazionale Antonino Gaziano. Sono intervenuti anche il segretario del consiglio nazionale Rosa Capria e l’avvocato Francesco Caia che presiede la commissione Diritti umani del consiglio forense. Da Agrigento, nei giorni scorsi, è partita una protesta importante sul tema della cancellazione per inattività.

“È vero che gli iscritti del foro di Agrigento sono oltre 1.300 – ha detto Mascherin – ma la questione con i numeri c’entra poco. I giovani colleghi possono stare tranquilli perché è un provvedimento fatto nel loro interesse e soprattutto nell’interesse del cittadino”. Il presidente del consiglio nazionale forense approfondisce la tematica. “Innanzitutto non ci saranno cancellazioni in base al reddito, su questo non ci sono dubbi e forse si è creato un grosso equivoco attorno a questo punto. Se non riduciamo il numero di iscritti a chi la professione di avvocato la esercita realmente il rischio è quello di creare un mercato al ribasso ed è proprio per questo – ha aggiunto Mascherin – che la normativa tutela i più giovani. L’obiettivo su cui dobbiamo lavorare è quello di fare in modo che non si siano avvocati a tempo perso perché la funzione sociale che svolgiamo è troppo importante per essere affidata a chi fa il mestiere in maniera non abituale”.

SHARE