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“Questa vicenda è più sudicia e lercia di quanto si possa immaginare”. Le parole del procuratore di Agrigento Renato Di Natale in occasione della conferenza stampa del 6 luglio, con cui erano stati illustrati i dettagli dell’arresto dell’operatore della comunità di Palma, iniziano ad essere più chiare. C’è un secondo indagato nell’inchiesta che ha portato in carcere Carmelo Angelo Grillo, 52 anni, di Licata, accusato di abusare sessualmente degli ospiti della struttura in cui lavorava come educatore. I pubblici ministeri Salvatore Vella e Simona Faga – come riporta oggi in esclusiva il Giornale di Sicilia – hanno iscritto sul registro degli indagati un collega di Grillo.

L’accusa, per il momento, è di favoreggiamento personale. Il secondo indagato avrebbe avuto dei rapporti sessuali con una ragazzina ma trattandosi di una diciassettenne non si tratta di un fatto penalmente rilevante. Le indagini avrebbero però accertato una complicità nei confronti di Grillo: in almeno una circostanza pare, infatti, che i due operatori sarebbero stati insieme in macchina. Il secondo indagato avrebbe guidato l’auto con accanto la diciassettenne, dietro ci sarebbe stato Grillo con una dodicenne. Nei confronti del secondo indagato non sono scattate misure cautelari, almeno per il momento, perché l’età della ragazzina con cui avrebbe fatto sesso non consentono di configurare altre ipotesi di reato a parte il favoreggiamento. Grillo, invece, è accusato di violenza sessuale perché avrebbe avuto rapporti con minori di sedici anni che la legge vieta anche in presenza del consenso.

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