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Accoltellò e uccise il figlio ventiquattrenne che lo aveva aggredito per l’ennesima volta: secondo il giudice si è trattato di eccesso colposo di legittima difesa. La pena inflitta a Pietrino Falzone, 56 anni, padre di Marco, è di appena tre anni. Il gup Alfonso Malato, in considerazione della pena molto contenuta, ha subito scarcerato il pescatore di Porto Empedocle. Nei suoi confronti è stato imposto l’obbligo di firma quotidiano.

La tragedia, maturata in un contesto di profondo degrado sociale, si era consumata nella notte fra il 26 e il 27 maggio dell’anno scorso nell’abitazione di via Nenni, nel quartiere Grandi Lavori, in cui Pietrino Falzone vive insieme alla moglie e alla figlia. Marco, che da tempo abitava con un’anziana amica di famiglia, insieme al cugino Toni era andato a bussare al padre con la scusa di prendere una bottiglia d’acqua. A un certo punto, secondo la ricostruzione dell’episodio, sarebbe entrato dentro l’abitazione dei genitori scavalcando il balcone. Marco avrebbe aggredito il padre, terrorizzato da anni di violenze gratuite. Pietrino afferra un coltello da cucina e lo colpisce al torace.

Pietrino Falzone aveva ammesso da subito i fatti (anche se la sua confessione, dopo alcune settimane, fu messa in dubbio dagli inquirenti) raccontando ai carabinieri di averlo colpito perchè temeva per la sua vita ma senza la volontà di ucciderlo.

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