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Dieci anni di reclusione per Calogero Antona, 43 anni, di Licata, arrestato dai carabinieri l’11 maggio dell’anno scorso con l’accusa di avere sparato al vicino di casa che probabilmente è rimasto vivo solo perché l’arma si è inceppata. Sono stati proposti dal pubblico ministero Matteo Delpini al termine della requisitoria del processo in corso con rito abbreviato davanti al gup Stefano Zammuto.

La pena proposta, che senza la riduzione di un terzo prevista dal giudizio speciale sarebbe stata di quindici anni, è particolarmente elevata per i precedenti dell’uomo che hanno portato alla contestazione della recidiva. Antona fu fermato dai militari dopo un violento litigio al culmine del quale avrebbe cercato di uccidere, sparandogli, un vicino di casa. Lo stesso Antona nella colluttazione aveva riportato gravi ferite perché il suo rivale era riuscito a strappargli la pistola e colpirlo con il calcio dell’arma al volto. A salvargli la vita sono stati gli stessi carabinieri che lo hanno arrestato impedendo che la reazione del suo vicino potesse portare a conseguenze peggiori. L’episodio è avvenuto nella zona di via Gela, a Licata. La presunta vittima non si è costituita parte civile. I contrasti con l’imputato non sono stati mai del tutto messi a fuoco dagli inquirenti ma pare fossero di natura sentimentale e riguardassero una donna, probabilmente contesa fra i due. Il 22 settembre potrebbe essere emessa la sentenza.

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