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Per sei anni, dal 2009 al 2014, si sarebbe appropriato di denaro che avrebbe dovuto versare al fisco per conto dei propri clienti. Un’indagine dell’Agenzia delle Entrate aveva fatto scattare la segnalazione alla Procura e l’inchiesta per l’accusa di peculato a carico del notaio Antonino Pusateri. Ieri mattina la vicenda è stata definita con il patteggiamento a due anni di reclusione.

La sentenza è stata emessa dal giudice dell’udienza preliminare Stefano Zammuto che ha ratificato l’accordo processuale fra il difensore, l’avvocato Luigi Troja, e il pubblico ministero Salvatore Vella. Pusateri, sostiene l’accusa, si sarebbe appropriato di circa 2 milioni di euro che avrebbe dovuto destinare al fisco. Si tratta di somme che i clienti gli avrebbero versato, contestualmente alle spese degli onorari, destinati al pagamento delle tasse. Pusateri, invece, secondo quanto sostiene il pm Vella che ha condotto l’inchiesta, avrebbe trattenuto per sé quelle somme invece di destinarle al fisco.

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