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“Anche se collaboravano per conto di una cooperativa, per noi erano come dei dipendenti comunali. Siamo stati noi a chiedere all’amministrazione e al dirigente se era possibile prorogare il servizio”. Due ex consiglieri comunali difendono in aula gli imputati del processo sulle presunte irregolarità nell’assegnazione dell’appalto sui servizi sociali alla ditta “Tetris”. Il pubblico ministero Brunella Sardoni ipotizza che l’ex dirigente del Comune di Agrigento Giovanni Lattica Lattuca avrebbe favorito la cooperativa Tetris di Rita Borsellino, affidandole in maniera illegittima appalti per centinaia di migliaia di euro, perché i due sarebbero stati legati da una relazione sentimentale. Ieri mattina Roberto Vella ed Ennio Saeva, ex consiglieri comunali di Agrigento che nel 2009, all’epoca dei fatti, facevano parte della commissione che si occupava di solidarietà sociale, hanno riferito la loro versione.

“Abbiamo chiesto all’amministrazione – ha detto Vella rispondendo al difensore di Lattuca, l’avvocato Vincenza Gaziano – di prorogare il servizio perché gli operatori della Tetris avevano una grande professionalità che non era giusto disperdere”. Saeva ha aggiunto che “erano stati davvero molto bravi, grazie a loro erano stati finanziati progetti per milioni di euro. Per noi erano come dipendenti comunali. Non spettava a noi decidere, in quanto consiglieri abbiamo comunque dato il nostro atto di indirizzo proponendo di prorogare l’incarico. Abbiamo chiesto al dottore Lattuca se era possibile farlo con un affidamento diretto e ci è stato risposto che era possibile”.

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