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“Appariva già molto discutibile avere tentato un rilancio del governo regionale dopo le dimissioni di alcuni assessori, tra i quali anche Lucia Borsellino, con le motivazioni che l’accompagnavano e in presenza di una situazione economica e finanziaria ai limiti del collasso. Ancora di più oggi appare un inutile e perfino dannoso accanimento terapeutico non prendere atto della voragine politica che si è aperta con le intercettazioni pubblicate dall’Espresso. Se confermate descriverebbero un contesto dentro il quale non avrebbe più senso prolungare questa esperienza, come lo stesso Crocetta ha avuto l’onestà di riconoscere”. Lo dichiara all’Ansa l’ex presidente della Regione siciliana e attualmente deputato del Pd Angelo Capodicasa.

“Sarebbe meglio ricercare una legittimazione politica attraverso il consenso popolare – ha aggiunto il parlamentare ed ex presidente della Regione siciliana – dopo aver approvato la finanziaria e la riforma delle Province e poi andare al voto entro l’anno, in autunno inoltrato o prima di Natale. Così  è impossibile andare avanti”. Quanto all’autosospensione di Crocetta, Capodicasa spiega che “l’istituto non esiste in alcun punto dell’ordinamento. In caso di volontario disimpegno dalle funzioni da parte del presidente, spetta esercitarle al vicepresidente designato. Immagino che Crocetta avra’ provveduto a nominare Baldo Gucciardi vicepresidente della Regione per il disimpegno temporaneo dalle funzioni”. Poi riferendosi alle vicende che in passato hanno travolto ex presidenti della Regione da Cuffaro a Lombardo, determinando il voto anticipato, Capodicasa dice non vede alcuna analogia tra il caso odierno e i precedenti. Qui non c’e’ alcuna ipotesi di reato ne’ alcun addebito riferibile al Codice penale. Si tratta di una circostanza in cui sono state proferite frasi dal contenuto gravissimo che hanno provocato indignazione e sconcerto”.