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Non è stato utilizzato “nessun metodo Boffo o Crocetta” nella pubblicazione da parte dell’Espresso dell’intercettazione telefonica del 2013 in cui il medico Matteo Tutino avrebbe detto al presidente della regione Sicilia che la figlia di Paolo Borsellino, Lucia, all’epoca assessore regionale alla Sanità, deve essere “fatta fuori come il padre”. Lo ha assicurato oggi il direttore del settimanale, Luigi Vicinanza, che, parlando a Sky Tg24, ha ribadito l’autenticità dell’intercettazione.

Il direttore de L’Espresso, in riferimento alle dichiarazioni del procuratore capo di Palermo Lo Voi – che ha ribadito come l’intercettazione non sia agli atti di alcun procedimento dell’ufficio e neanche tra quelle registrate dal Nas – ha chiarito che “ci sono atti istruttori che ancora non sono arrivati ai magistrati. I nostri cronisti hanno ascoltato l’intercettazione e l’hanno verificata con più fonti. Purtroppo questa conversazione c’è stata”. Il direttore del settimanale ha sostenuto che la pubblicazione della conversazione “non rientra in alcun metodo Boffo o Crocetta. Se poi questo si innesta sui problemai che ha il Pd – ha spiegato – non ci interessa”.