SHARE

Quattro giorni di tempo per portare in aula il ddl sulla rifoma delle province altrimenti si scende di nuovo in piazza. Dura mobilitazione dopo lo sciopero generale di qualche settimana fa viene annunciata da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa, i rappresentanti delle Rsu e altre sigle autonome dopo che la trattazione in aula del ddl sui Liberi Consorzi prevista per oggi è slittata per via del caso delle “intercettazioni shock“. “Il fatto che il rinvio sia stato disposto non per motivi tecnici ma politici legati alle vicende del governo regionale che nulla dovrebbero avere a che vedere con i fatti d’aula – scrivono in un documento unitario i segretari regionali delle sigle sindacali Michele Palazzotto (Fp Cgil), Luigi Caracausi (Cisl Fp), Enzo Tango (Uil Fpl) e Giuseppe Cassarino (Csa) – rende ancora piu’ grave l’atteggiamento dell’Assemblea”.

“Ancora una volta – aggiungono i sindacalisti – i deputati regionali hanno perso una buona occasione per mantenere gli impegni assunti con l’intero territorio e i dipendenti, dimostrando di non avere a cuore le sorti degli enti siciliani”. Un fatto grave, tanto piu’ ora che “con la pubblicazione della bozza del decreto sulle mobilita’ a livello nazionale – aggiungono – si appalesa la necessita’ e l’urgenza di un intervento normativo che qualifichi la realta’ siciliana e segni l’avvio della trattativa con il governo nazionale sul versante delle risorse”. Evidentemente – denunciano i segretari – le beghe e le diatribe continuano a farla da padrone in un contesto politico sempre piu’ autoreferenziale e lontano dai bisogni della gente”. Per i sindacati e le Rsu il conto alla rovescia e’ iniziato. “Dalla seduta del 21 – concludono – ci aspettiamo un’inversione di tendenza e la fissazione di un calendario di sedute tale da approvare il ddl entro il 31 luglio cosi’ come concordato”.

SHARE