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“Non dimentichiamo mai l’eroismo di Paolo Borsellino e di Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina e Claudio Traina”. Lo ha scritto su Twitter il premier Renzi, nel giorno dell’anniversario della strage di Via d’Amelio nella quale persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta. Nelle polemiche sulla presunta intercettazione shock del medico del governatore siciliano Rosario Crocetta contro la figlia del giudice, Lucia Borsellino, ex assessore regionale alla Salute, intanto, i legali del chirurgo tornano a precisare che il loro assistito ribadisce di non aver mai pronunciato quella frase.

Ma oltre all’intercettezione shock e alle altre intercettazioni altrettanto poco edificanti venute fuori piombano nei palazzi del potere siciliano le parole pronunciate ieri da Manfredi Borsellino. “L’abbraccio, silenzioso e commovente, tra Sergio Mattarella e Manfredi Borsellino e’ la risposta piu’ forte a chi, ancora una volta, ha cercato di trasformare la lotta alla mafia in una battaglia personalistica”. Lo afferma in una nota Italia Unica, il movimento guidato da Corrado Passera sottolineando che “delle dimissioni da assessore dell’altra figlia del giudice assassinato, Lucia, la politica non si era occupata, nonostante la sanita’ siciliana sia al tracollo, come tutta la gestione regionale del centrosinistra. Un silenzio assordante, con il Pd nazionale in prima linea, purtroppo, nel far finta di nulla. Poi – aggiunge Italia Unica – sono arrivate le intercettazioni vere o presunte (ma bisogna chiarire e presto, le responsabilita’ di ognuno) su Crocetta e Tutino, le richieste di dimissioni, il consueto valzer di dichiarazioni che ancora una volta ‘usavano’ il nome di Borsellino, senza alcun rispetto per il sacrificio di una figura nobile che ancora attende giustizia, con le altre vittime di via D’Amelio, dopo 23 anni”. “Anche per questo – osserva la nota – quell’abbraccio intenso tra uomini che hanno vissuto sulla propria pelle un dolore immenso e’ per noi di Italia Unica una lezione, umana e politica, che non deve limitarsi a una condivisione da commemorazione, ma deve diventare stimolo a lottare senza posa contro le Mafie di ogni genere, in Sicilia e non solo”.