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“C’è un’antimafia che va difesa, che negli anni Ottanta ha rappresentato una novità della nazione e che è viva ancora oggi. Ma l’antimafia si è allargata dando spazio a protagonisti non abbastanza valutati, persone che si sono auto rappresentate come vittime possibili di Cosa nostra o di altre associazioni criminali. Un vero e proprio ‘circo dell’antimafia’, con figure che mi trovo intorno senza sapere bene chi siano”. Lo ha detto Nando Dalla Chiesa, presidente onorario di Libera e figlio del generale dei carabinieri ucciso dalla mafia, in un’intervista pubblicata oggi su Il Mattino.

Crocetta inizialmente sembrava una specie di sano eversore dell’ordine costituito in Sicilia, poi… Che delusione: non lo avrei immaginato. Non si diventa presidenti della Sicilia mettendo insieme di tutto. Da quel momento in me è scattata la prudenza. Poi – ha aggiunto Nando Dalla Chiesa – quando ho visto quei cambi a raffica di assessori sono passato dalla prudenza alla diffidenza. E dopo le dimissioni a fine giugno di Lucia Borsellino èscattata per me la lontananza assoluta, indipendentemente dal contenuto di quella presunta telefonata: non puoi usare la Borsellino, chiamarla in giunta e poi lasciarla sola”. Crocetta dovrebbe dimettersi? “Sì. Se è vero che tiene ai valori dell’antimafia – risponde Dalla Chiesa – dovrebbe capire che li ha offesi e andare via. Lui è un esempio di politico negativo che per il potere è disposto a compromessi”.