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“Intercettazione o non intercettazione, dopo le parole di Manfredi Borsellino la situazione in Sicilia è insostenibile”. Così afferma la vice segretaria del Partito democratico Debora Serracchiani in un colloquio con ‘la Repubblica’, commentando lo scandalo che a Palermo ha travolto il governatore. “Quanto ha detto Manfredi, raccontando la solitudine e il calvario della sorella Lucia, le difficoltà, le ostilità e le offese subite solo per adempiere al suo dovere di assessore alla Sanità, quasi un corso e ricorso della vicenda del padre Paolo, mi hanno scosso”, dice Serracchiani. Adesso la priorità è stabilire “una exit strategy dalla giunta di Crocetta“, aggiunge la governatrice del Friuli Venezia Giulia, ammettendo il timore che il Pd, andando al voto, possa perdere la Regione in favore dei grillini. “D’altra parte si rischia di logorarsi – conclude Serracchiani -. Una agonia politica il Pd non può permettesela”.

“Sono rimasto in silenzio a piangere, travolto da un massacro mediatico, sbattuto in prima pagina come un mostro. Io, Sampieri, l’ex manager dell’ospedale Villa Sofia, e Matteo Tutino, il medico, considerati come gli organizzatori della ‘seconda strage Borsellino’. Una follia, un complotto, una congiura”. Queste le parole del governatore autosospeso della Sicilia Rosario Crocetta, riferite in un incontro con la stampa riportato dal ‘Corriere della Sera’. L’ultimo incontro con Lucia Borsellino è avvenuto solamente “mercoledì scorso – racconta Crocetta -. La sera di nuovo insieme. Tutto perfetto. La mattina dopo qualcuno le mostra il dossier, scoppia il caso Espresso, lei emotivamente esplode e io vengo travolto. Anche dal susseguirsi dei messaggi di Mattarella e Renzi, dei presidenti di Senato e Camera, di Alfano. Solidarietà a Lucia e, implicitamente, distanza dal ‘mostro’. Finché alle cinque della sera arriva la smentita del procuratore Lo Voi. Alla faccia dei parolai dell’antimafia, come Fava o Leoluca Orlando”. E sull’intercettazione aggiunge: “Sono convinto che si tratti di una intercettazione ambientale, confusa, piena di fruscii, in parte incomprensibile, con Tutino che parla, ma senza che nessuno sappia con chi. Certo non con me per la semplice ragione che in quello studio io non c’ero”.

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