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Sembra fingere di non capire che il problema per lui non è più quella intercettazione (smentita dalla Procura e confermata da L’Espresso) ma tutto il mondo del “cerchio magico” venuto fuori dalle altre intercettazioni mai smentite con Matteo Tutino e di quest’ultimo con altri. Crocetta non si dimette, chiede di andare avanti per le riforme.

Crocetta “attacca” Lucia Borsellino e “difende” Matteo Tutino.Ho sempre difeso Lucia Borsellino, fino all’ultimo. L’ho protetta da tante cose che non sa neppure la sua famiglia, solo per non darle sofferenza. E’ stata tratta in inganno da notizie fasulle, per questo ce l’ha con Tutino”. Così il presidente della Regione siciliana in un’intervista al quotidiano ‘La Repubblica’.

“Quello che si sta verificando è il fatto più ignominioso della storia d’Italia. – secondo Crocetta -. Io di quella intercettazione ho letto su ‘l’Espresso’. E ripeto, è una bufala. Lo si ammetta: qualcuno è stato tratto in inganno in buona fede. Da mesi, d’altronde, mi dicono che pezzi di servizi deviati costruiscono finti dossier sul mio conto, con le notizie più incredibili, da miei rapporti sessuali con Tutino a tendenze pedofile, fino a problemi con la polizia in Tunisia. Ma io non ho nulla da nascondere”. Nulla spiega Crocetta sui veri motivi per cui il Pd chiede le sue dimissioni, il “governo parallelo nella sanità” le nomine dei manager, il “cerchio magico”.

In merito alle parole della vicepresidente del Pd Debora Serracchiani, che ieri ha definito ‘insostenibile’ la situazione in Sicilia, Crocetta dice: “Sono abituato a rappresentanti delle istituzioni che pesano le parole ed esternano una volta l’anno. Ricordo che lo statuto Pd prevede l’incompatibilità in un ruolo elettivo per chi ha una condanna. Qui siamo a un’ipotesi senza conferma contenuta in un articolo di giornale. Devo andarmene per questo?”.

Quanto all’abbraccio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Manfredi Borsellino dopo il suo discorso il giorno della commemorazione della strage di Via D’Amelio: “L’avrei abbracciato anche io. Manfredi non ha parlato di me. Non è una novità che nella sanità siciliana c’è un insostenibile sistema di malaffare. Vuoi vedere che sono io il capo?”.