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Riducendo la quantità (concentrazione) di steroli vegetali nel sangue si riduce l’aterosclerosi e dunque il rischio di infarto. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell’Università  Cattolica del Sacro Cuore e del Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Grazie all’analisi dettagliata dei dati di una ricerca clinica giapponese appena pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology, i risultati potrebbero avere ricadute importanti. Fino a oggi si è ritenuto che gli steroli vegetali avessero unicamente un effetto positivo a aiutano, anche se di poco, a ridurre il colesterolo cattivo. Invece, alla luce della nuuova ricerca, proprio in questi steroli finora considerati amici del cuore, potrebbe celarsi un altro nemico della salute cardiovascolare.

La ricerca giapponese, viene spiegato in una nota, ha dimostrato che l’aggiunta alla terapia classica anti-colesterolo con statine di un secondo farmaco chiamato Ezetemibe riduce la gravità dell’aterosclerosi coronarica in misura maggiore rispetto alle sole statine. L’Ezetemibe è un farmaco che inibisce la assorbimento intestinale di colesterolo e di steroli vegetali. Invece le statine inibiscono la sintesi del colesterolo nel fegato. I ricercatori italiani, analizzando in profondità i dati dello studio giapponese, hanno osservato che l’effetto favorevole dell’Ezetemibe sull’aterosclerosi coronarica è associato a una riduzione dei livelli ematici di steroli vegetali.

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