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Teatri di Pietra Sicilia è la manifestazione che da 11 anni porta lo spettacolo nei grandi paesaggi naturali e storici siciliani. Ideata da Capua Antica Festival e diretta da Aurelio Gatti, quest’anno si avvale del patrocinio delle amministrazioni locali e del FAI di Agrigento.

Fino al 23 agosto, un susseguirsi di spettacoli, commedie, tragedie, animerà i luoghi che la storia e la natura hanno eletto teatri a cielo aperto. Stasera alle 21.15 toccherà alla Kolymbetra di Agrigento diventare palcoscenico e scenografia di Canto Scuro, spettacolo di danza ideato dalla danzatrice e coreografa Giovanna Amarù. Canto Scuro è il primo atto di una Trilogia della Luce. Protagonista è Elettra, personaggio simbolico il cui significato si legge nel nome. «Ho voluto riportare le cose al loro valore nominale – scrive Giovanna Amarù nelle note di regia – Elettra è lo splendore, l’ambra gialla. Colei che al potere sostituisce la possibilità, come puro movimento. Ho voluto intendere questo Canto Scuro come corto circuito dell’esistenza,  come energia svincolata, non servile in nulla, non timorosa. Un brillare gratuitamente in un cielo vuoto, siderale quanto la lontananza dall’essere sé».

Lo stesso spettacolo Canto Scuro replicherà il 13 agosto al tempio di Hera di Selinunte, mentre stasera in contemporanea al Castello Arabo-Normanno di Castellammare del Golfo si terrà la rappresentazione Incanto Scantu, spettacolo di cui firma la drammaturgia Petrokos Usaja, mentre le coreografie e la regia sono di Aurelio Gatti. Domani invece sarà la volta di Il Persiano – Cartaginese per la regia di Giancarlo Sammartano, presso il Teatro Akrai di Palazzolo Acreide. Le due commedie plautine, come nella migliore tradizione, saranno interpretate da soli 4 attori per 15 personaggi, con l’uso delle maschere realizzate da Giancarlo Santelli. 

Gli spettacoli si snodano nelle atmosfere più suggestive della Sicilia (ma anche in Campania, Lazio, Toscana e Basilicata) per proporre un’idea di sviluppo che è cultura, sapere e divertimento. 

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