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Dopo un rovente di dibattito d’aula, l’Assemblea regionale siciliano ha approvato oggi il primo articolo del disegno di legge sulla ripubblicizzazione dell’acqua. L’articolo che ha già avuto il  via libera sancisce le finalità e i principi della legge, ad iniziare dalla definizione dell’acqua come “bene pubblico non assoggettabile a finalità lucrative”. L’articolo 1 stabilisce, fra l’altro, l’avvio della “progressiva definizione di un sistema tariffario tendenzialmente unitario”. Il dibattito a Sala d’Ercole è in corso con l’esame dell’articolo 2 del ddl 445  “Disciplina in materia di risorse idriche”.

Prosegue all’Ars l’esame della cosiddetta riforma dell’acqua, “disciplina in materia di risorse idriche”, un disegno di legge composto da 14 articoli ma giunto in aula con circa trecento emendamenti. Ma subito sono emerse delle difficoltà all’articolo 1, che definisce i principi e le finalità del testo, a partire dall’acqua intesa come “bene comune pubblico non assoggettabile a finalità lucrative quale patrimonio da tutelare”. Un dibattito durato due ore e mezza con interventi di deputati di maggioranza e opposizione. Lo scoglio comunque è stato infine superato intorno alle 19.30 e si è passati agli articoli successivi con l’intenzione di andare avanti a oltranza, possibilmente fino all’approvazione della legge. Nel corso del dibattito è intervenuto anche il Presidente della Regione Rosario Crocetta: “non faremo i notai delle decisioni romane – ha detto il Governatore – . Con questa legge impediremo che si ripeta ciò che è avvenuto in passato con alcuni Ato siciliani che applicavano le tariffe dell’acqua più care d’Europa”.

Il pomeriggio si era aperto con le dichiarazioni tendenzialmente ottimistiche dell’assessore ai servizi di pubblica utilità Vania Contrafatto. Dopo i timori di ieri, provocati dalle divergenze interne alla maggioranza e al governo su alcune parti del testo, oggi prima di andare in aula l’assessore  si è detta fiduciosa perché “è stata trovata la quadra”. “Abbiamo trovato un’intesa – ha detto l’assessore – per smussare i profili di incostituzionalità e rendere la riforma dell’acqua il più possibile conforme alla legge nazionale. C’è una intesa con l’aula in questo senso. Interverremo sul numero degli Ato, che sarà indicato dalla legge, e sul modello di gestione: le Autorità d’ambito -ha aggiunto – a livello locale, individueranno in base agli interessi della collettività e alla gestione economicamente più vantaggiosa, quale modello scegliere fra gestione pubblica, mista o attraverso l’affidamento ad un soggetto privato. Saranno le assemblee delle Autorità d’ambito a decidere”. l’articolo 1 è stato finalmente votato e approvato. Si è passati poi all’articolo 2 che prevede l’istituzione dell’Autorità di Bacino Unica Regionale.

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