SHARE

Si contano i danni al museo archeologico regionale “Pietro Griffo” di piazzetta San Nicola ad Agrigento il giorno dopo l’incendio accidentale che ieri ha colpito le sale nelle sale XII (Paolo Orsi) e XIII (Umberto Zanotti Bianco), dedicate alla preistoria e protostoria. Danneggiati dalle fiamme, ma a quanto pare non in maniera irrimediabile, diversi reperti archeologici di una certa importanza su cui saranno disposti ulteriori accertamenti e in diversi casi saranno inevitabili nuovi interventi di restauro.

L’incendio, scoppiato lunedì scorso intorno a mezzogiorno, è stato provocato da un corto circuito all’impianto elettrico. Subito dopo il black out. I pochi turisti, una decina, che stavano visitando le sale espositive, dopo aver visto le prime fiamme, hanno abbandonato i locali. Danneggiati gli impianti di illuminazione e climatizzazione. Il fumo, oltre ad annerire le pareti e diverse vetrine espositive, ha provocato l’esplosione di alcune teche che contenevano dei reperti di epoca preistorica che “sono stati danneggiati ma non irrimediabilmente”, ha detto la direttrice Gabriella Costantino che ieri ha riunito funzionari e tecnici del museo per fare una prima ricognizione dei danni che sarebbero di notevole entità anche dal punto di vista economico.

In quelle sale sono custoditi gelosamente fossili, reperti in pietra, selci, ossi lavorati, ceramica, terracotta (statuette, oggetti di uso comune) che raccontano l’antica città di Agrigento, del suo territorio extraurbano e della provincia di Caltanissetta dalla preistoria alla fase di ellenizzazione. Le due sale colpite dal rogo fanno parte della sezione II del museo dedicata al “Territorio”, che contiene reperti di età preistorica, recuperati nel territorio di espansione agrigentina ad ovest di Agrigento; a Gela, nei centri di scavo della Valle del Platani e nelle necropoli dei centri della media e alta valle del Salso. Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha permesso di mettere in sicurezza anche gli altri reperti, e in particolare la collezione di vasi greci tra la più numerosa e importante dell’intera Magna Grecia. Su diversi reperti, già dai primi accertamenti, emerge che “occorre procedere con interventi di restauro, ma riusciremo a recuperarli”, ha spiegato la direttrice che ieri, “sulla scorta del verbale dei vigili del fuoco intervenuti” per spegnere l’incendio ha disposto la chiusura del museo fino al 18 agosto prossimo. Un danno non da poco conto in piena stagione turistica la chiusura del più importante museo della città dei templi e della provincia di Agrigento. “La direzione – è stato sottolineato ieri in una nota – si scusa per gli inconvenienti arrecati ai visitatori”.

Nel frattempo, viene spiegato anche che la struttura museale ha aderito al progetto obiettivo finalizzato all’ampliamento dell’orario pomeridiano di fruizione che prevede – a questo punto a partire dal 18 agosto salvo imprevisti – l’apertura dalle ore 19.30 alle ore 22 nei giorni di venerdì sabato e domenica; pertanto la domenica mattina il museo rimarrà chiuso, e sarà fruibile nelle ore pomeridiane a partire dalle ore 14 fino alle ore 22″.