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Per la prima volta in una struttura sanitaria siciliana è stata eseguita ad Agrigento, presso l’Unità operativa di Cardiologia del Presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio”, una delicata procedura di impianto di un involucro antibatterico a rilascio di antimicrobici. Lo staff del reparto, diretto dal dottor Pietro Gambino, ha sottoposto lo scorso mese di luglio il paziente G.L.B. di 65 anni, affetto da scompenso cardiaco, all’innovativo intervento essenziale nel ridurre drasticamente le infezioni in pazienti portatori di dispositivi cardiaci impiantabili come pacemaker e defibrillatori. E’ quanto si legge in un comunicato stampa dell’Asp di Agrigento.

“Le infezioni – spiega il dottor Calogero Catalano, responsabile del Servizio di Cardiostimolazione – rappresentano uno dei rischi più gravi nell’impianto di pacemaker e defibrillatori e la loro incidenza, in pazienti portatori di dispositivi elettronici impiantabili, è di circa 4.500 casi all’anno in Italia. Le persone rischio (diabetici, coloro che sono già portatori di dispositivi, pazienti che assumono corticosteroidi e/o immunosoppressori, malati affetti da problemi renali, anziani) sono ovviamente quelle più esposte. Queste complicanze sono pericolosissime e possono portare anche alla morte. Anche i costi sociali sono elevatissimi: un paziente con infezione del dispositivo porta ad incremento dei costi ospedalieri fino ai 50-100 mila euro”.

Nel nostro paese sono ancora pochissimi i centri che utilizzano questa nuova tecnica. L’involucro antibatterico denominato Tyrxarriva dagli USAe la sua funzione è quella di rilasciare un antibiotico ad alte concentrazioni per circa 7 giorni nella tasca chirurgica. Gli studi hanno dimostrato che porta ad una riduzione delle infezioni del 90%.

“L’azione stabilizzatrice dell’involucro antibatterico – conclude il dr. Catalano –permette anche di ridurre il movimento del dispositivo una volta alloggiato nella tasca sottocutanea. Si riduce così anche la possibilità di migrazione del dispositivo (circa 1,2%) che può provocare l’erosione della tasca e il dislocamento degli elettrocateteri”.

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