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Maria Iacono, deputata Pd

La parlamentare nazionale del Pd, Maria Iacono, ha presentato un interrogazione Parlamentare, al Ministro dell’Interno ed al Ministro dell’Ambiente, con la quale chiede di sapere se il Governo abbia intenzione di procedere, di concerto con la Regione Siciliana, all’avvio di un piano di monitoraggio sulla natura ed il grado di contaminazione delle aree minerarie dismesse nelle Province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna. Inoltre L’interrogazione chiede ai Ministeri competenti se vi siano dati certi in grado di definire l’eventuale livello di rischio sanitario ed ambientale conseguente e quali politiche il Governo intenda adottare per tutelare la salute delle popolazioni limitrofe e per la rimozione dei fattori di rischio.

La stessa Maria Iacono ha aggiunto: “diversi giacimenti minerari , soprattutto siciliani, sono stati ceduti dalle società private, concessionarie degli stessi , a società pubbliche che ne hanno successivamente disposto la chiusura e sono attualmente dismessi. Come testimoniano”, ha aggiunto Maria Iacono,” diverse inchieste giudiziarie e diversi articoli giornalistici, pubblicati soprattutto negli ultimi anni , in Sicilia e soprattutto nelle Provincie di Enna , Caltanissetta ed Agrigento si è diffusa la pratica da parte delle organizzazioni criminali della Sicilia di utilizzare il patrimonio minerario Italiano, presente in quella parte dell’Isola, ai fini dello smaltimento illegale di rifiuti tossici e dannosi per la salute dei cittadini. Spesso si tratta di materiale radioattivo, il cui smaltimento illegale determina un attività lucrativa nelle casse delle organizzazioni criminali.”

“Tale fenomeno determina non solo un attività di lucro sugli effettivi costi di smaltimento di particolari tipologie di rifiuti ma ha anche una drammatica ricaduta sulla salute dei siciliani con la naturale conseguenza di una gravissima contaminazione dei terreni e delle acque. Le rilevazioni condotte dall’ARPA nelle province interessate ovvero Enna, Caltanissetta e Agrigento hanno messo in luce ed evidenziato la presenza di un tasso di radioattività superiore alla norma. A tali dati, già di per sé allarmanti, si accompagna un aumento dei tassi di mortalità tumorale ed a causa di malattia degenerative come testimoniato e messo in evidenza e sicuramente strano per una zona poco industrializzata come la Sicilia centrale. L’indice rivelatore è costituito dall’alta mortalità degli abitanti a causa di gravi malattie degenerative. In Sicilia le ex cave i diventate centri di smaltimento di rifiuti tossici sarebbero almeno quattro: l’ex miniera Ciavalotta a pochi metri dalla valle dei Templi di Agrigento, la cava di Mussomeli e quella di Bosco Palo, vicino San Cataldo (Caltanissetta).  Inoltre , tale patrimonio ,se opportunamente bonificato e valorizzato, potrebbe costituire un autentica ed ulteriore possibilità di sviluppo culturale e turistico del nostro territorio, attraverso la costruzioni di opportuni itinerari turistici e culturali da attraversare a piedi o con i treni storici messi a disposizione della fondazione ferrovie turistiche.”

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