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Niente soldi per gli stipendi, niente soldi per le spese correnti, neanche per completare i lavori che ormai durano da anni, di via Roma. Solo avvisi di pagamento pronti per essere spediti nelle case degli empedoclini. E il piano anti dissesto predispost dal commissario straordinario Antonina Bonsignore (nella foto)  che prevede la riduzione del 50% delle indennità del personale precario, delle posizioni organizzative e dei dirigenti, l’aumento di tasse e tributi, a partire dall’aliquota Imu sulla seconda casa elevata al massimo fino alla Tasi passando per all’addizionale Irpef. E adesso neachè più un consiglio comunale. Alle dimissioni del presidente- consigliere Luigi Troja, che da mesi aveva annunciato uno stato di progressivo dissesto economico del Comune, sono seguite in grande fretta, quelle di tutti i consiglieri. La conseguenza, è stata la decadenza immediata, senza neanche un provvedimento della Regione, del civico consesso eletto ai tempi della seconda candidatura di Lillo Firetto. “Se è vero che i cinque anni dell aprima legislatura Firetto sono stati virtuosi – spiega Luigi Troja al Giornale di Sicilia – è altrettanto vero che nella seconda, l’attuale sindaco di Agrigento, ha bruciato in spesa corrente, tutti i soldi che l’Enel aveva elargito come misure compensative per il sostegno alla realizzazione del rigassificatore, in spesa corrente. Il risultato di tutto questo è che in cassa non c’è più nulla”.

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