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Mentre si resta in attesa di capire quale sarà il destino della città marinara con  le “misure lacrime e sangue” che il commissario straordinario del comune Antonina Bonsignore si appresta a varare per superare i problemi di liquidità di cassa e scongiurare il dissesto finanziario, sembrano già affilarsi le armi per la campagna elettorale per le prossime amministrative. A fare sentire la sua voce è l’ex sindaco empedoclino Orazio Guarraci, componente della direzione provinciale del Pd, già pronto a tornare in campo, che critica le dimissioni di massa dei consiglieri che hanno provocato la decadenza del consiglio: “Sono fuggiti sottraendosi alle loro responsabilità”. E attacca la gestione dell’ex sindaco Lillo Firetto a cui chiede conto e ragione. “Appare chiaro per quale motivo Firetto è scappato via da Porto Empedocle. Doveva allontanarsi prima che scoppiasse la bomba, doveva fuggire lontano dalle sue responsabilità. Purtroppo, per lui, dobbiamo comunicargli che dovrà rispondere dello sfacelo. Con lui, dovranno rispondere il direttore generale e il dirigente dei servizi finanziari, che hanno certificato costantemente che i conti erano in ordine. Saranno chiamati in causa i revisori dei conti, dovranno anche loro giustificare la correttezza delle certificazioni contabili e finanziarie, e quale è stato il motivo che non si sono accorti della voragine finanziaria. Oltre ai 10.500.000 euro di debiti, è necessario capire come sono stati utilizzati i trasferimenti delle royalty del rigassificatore, che ammontano a circa 10.800.000 euro. Che sommati ai debiti fanno circa 21.300.000 euro, i cittadini hanno il diritto di sapere come sono stati spesi”.  E mentre la “bufera” si abbatte sulla sua ormai ex “isola felice”, il sindaco di Agrigento interviene sulla grave situazione finanziaria dei comuni in Sicilia. “Siamo ad agosto e 390 comuni siciliani non hanno ancora ricevuto un euro né dal Fondo Ordinario né da quello Capitale”, scrive Firetto in una nota condividendo il grido d’allarme lanciato dal presidente dell’Anci, Leoluca Orlando. “In provincia di Agrigento – aggiunge – sono già quattro i comuni che non sono riusciti ad onorare il pagamento degli stipendi ai propri dipendenti e la vicenda rischia di appesantirsi se dallo Stato e dalla Regione non si farà prontezza in tempi rapidissimi”.