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L’estate 2015 ha superato il giro di boa di Ferragosto, ma in tanti sono ancora in ferie o approfittano dei weekend per godersi ancora un po’ la spiaggia e il mare. Magari portando con sé un cestino da pic-nic per pranzare sulla sabbia e non perdere un minuto di sole. Ma cosa portare da mangiare in spiaggia? Ce lo spiega uno studio promosso da “Polli Cooking Lab”, l’Osservatorio sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana.

Basta pasta al forno, parmigiana di melanzane e cibi elaborati! La nuova moda si chiama SchiChic, dal termine milanese “schischetta” che indica il pranzo al sacco. E prevede cibi leggeri, salutari, semplici da preparare e da consumare. Vero must sono le acque aromatizzate: quelle al cocco o al limone sono perfette da bere sotto il sole. Da mangiare cereali come farro, cous cous, quinoa, orzo e verdure lavorate al pesto, scorzette di agrumi, crostini di pane con lievito madre fatto in casa, magari in barattoli di vetro monoporzione pratici ed eleganti. Il tutto accompagnato da ingredienti leggeri e salutari come pomodoro, basilico, mozzarella, frutta, pesce azzurro: una rivisitazione dei sapori della cucina tradizionale e dei valori della dieta mediterranea.

Il masterchef Pietro D’Agostino del Ristorante La Capinera a Taormina dice la sua sul cibo da spiaggia. «Mi lascerei tentare da due fette di pane nero di Castelvetrano, tocchetti di pomodorini confit annaffiati da un buon olio del Belice; bocconcini di mozzarella di Nicosia e un hamburger di pesce azzurro, qualche germoglio di soia e sale di Mothya».

Insieme ai cibi giusti, è sempre bene portare con sé una buona dose di bon ton. «No a pietanze come uovo sodo o spezie molto profumate, che potrebbero infastidire il naso dei vicini con un odore che rimane nell’aria. – spiega Barbara Ronchi della Rocca, esperta di buone maniere – Attenzione a non ledere la privacy dell’altro: mai offrire agli altri parte del pranzo, né guardare con insistenza il pranzo del vicino. Infine, è bene raccogliere subito gli avanzi del cibo e sbarazzarsi del sacchetto dell’immondizia».

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