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Una richiesta di incidente probatorio è stata depositata ieri in Procura a Palermo dall’avvocato Fabio Bognanni, legale dei giornalisti e collaboratori del settimanale l’Espresso autori del servizio sulla presunta intercettazione della telefonata tra il medicio Matteo Tutino e il governatore siciliano Rosario Crocetta. Si chiede, tra l’altro, copia di tutte le intercettazioni telefoniche e ambientali, incluse quelle ritenute inutilizzabili e non trascritte. La richiesta di tutte le registrazioni è finalizzata all’ascolto da parte di un perito della difesa per la ricerca di conversazioni dello stesso tenore di quella pubblicata dal settimnanale. La richiesta, che dovrà essere vagliata dal Gip, è stata sottoscritta dai due giornalisti Piero Messina e Maurizio Zoppi indagati per pubblicazione di notizie false (e Messina anche per calunnia) in relazione alla presunta frase che sarebbe stata pronunciata da Matteo Tutino (Lucia Borsellino deve saltare, come suo padre”) poi smentita dalle quattro Procure distrettuali siciliane ma sempre confermata dal settimanale.

La richiesta di incidente probatorio è “un ulteriore contributo che i miei assistiti vogliono fornire per raggiungere l’accertamento della verità”, ha dichiarato all’Agi il legale che assiste i cronisti de l’Espresso assieme al professore Carlo Federico Grosso. Tutino –  primario del reparto di Chirurgia maxillo facciale dell’ospedale Villa Sofia e medico personale di Crocetta – è stato arrestato per peculato, truffa al sistema sanitario e falso il 29 giugno scorso. Poco dopo, il 2 luglio, Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio, ha rassegnato le dimissioni da assessore regionale alla Salute, per “ragioni di ordine etico e morale”. Da assessore, la Borsellino ha fornito agli inquirenti ampia collaborazione su questa e su altre indagini.