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Il premier Matteo Renzi a Lampedusa con il sindaco Giusi Nicolini

“Oggi la penuria di benzina a Lampedusa non è addebitabile al mezzo di trasporto, bensì al guasto tecnico che ha impedito al deposito di proprietà della Ditta Silvia e Figli Prodotti Petroliferi srl di rifornire i distributori al dettaglio”. Lo sostiene in una nota il sindaco di Giusi Nicolini, replicando alla società sulle cause che hanno portato ai problemi di rifornimento di carburante in pieno periodo estivo sulla maggiore delle Pelagie che secondo l’azienda sono da addebitare al trasporto del prodotto.

Il rifornimento di benzina nell’isola fino al dicembre 2014 è stato svolto dalla nave “Lipari” noleggiata dall’Eni che riforniva l’unico deposito costiero di Punta Favaloro della ditta Silvia e Figli Prodotti Petroliferi Srl, dallo scorso febbraio il servizio di trasporto viene invece svolto dalla nave Cossyra di Traghetti delle Isole “a seguito – ha spiegato il primo cittadino delle Pelagie – di speciale autorizzazione della Regione che ha così evitato la paralisi della vita nelle Pelagie e quindi lo spopolamento di Lampedusa e Linosa”. “Purtroppo però – secondo la Silvia & Figli Prodotti Petroliferi – contrariamente al trasporto a mezzo nave cisterna dell’Eni, necessita che siano organizzati dei trasporti speciali, senza passeggeri e con limitatissimo numero di autobotti, ed è pertanto necessario che i viaggi abbiano cadenza settimanale e nei periodi estivi anche bisettimanale o più”. Per l’azienda “la carenza di benzina nell’isola non è da attribuire alla Silvia, bensì ad una cattiva gestione degli organizzatori di tale tipo di rifornimenti nell’isola”. La pensa diversamente il sindaco: “Suscita ogni perplessità – scrive la Nicolini – la circostanza che la ditta in questione non faccia parola del guasto accusato in data 8 agosto 2015, guasto che invece si presume essere abbastanza serio, dato che non è stato ancora riparato”.